8月29日
GOOD NEWS
Ci sarebbe di che rallegrarsi per una notizia come quella
che segue, se solo qualche media le desse un po’ di visibilità.
MA purtroppo che cosa ci può essere di interessante in qualche
decina di migliaia di morti risparmiati o milioni di sfollati in meno, che
volete , sono africani…
Vuoi mettere una bella puntata di “Porta a Porta” sulla Franzoni
(la 15esima) o gli interessantissimi, e mai ripetitivi, anatemi del Papa sulle
coppie di fatto!
KAMPALA - Il governo dell'Uganda
ed i ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra) hanno firmato un
accordo per la cessazione delle ostilità, dopo 20 anni di insurrezione e guerra
civile che hanno lasciato sul terreno - si stima - 100.000 morti e provocato un
1,6 milioni di sfollati.
L'accordo è stato firmato a
Juba, nel sud del Sudan, dove dal 14 luglio sono iniziati i colloqui di pace,
dal presidente ugandese Yoweri Museveni e dal leader dell'Lra, Joseph Kony. Il
patto prevede che le due parti sospendano attacchi ed atti ostili ed anche la
propaganda per tutta la durata dei negoziati. A fare da mediatore è stato il
vicepresidente sudanese, Riek Machar.
I ribelli per il momento si
ritireranno in aree prestabilite, sotto la sorveglianza e la protezione delle
milizie sudanesi, ex ribelli, del Movimento di liberazione del popolo sudanese
(Splm).
L'Lra aveva dichiarato una
cessazione unilaterale delle ostilità dal 4 agosto. Kampala ha da parte sua
offerto un'amnistia ai leader dell'Esercito del Signore, che sono ricercati
dalla Corte criminale internazionale e sono nascosti nella Repubblica
democratica del Congo.
L'Esercito di resistenza del
Signore di Joseph Kony predica l'abbattimento dello stato secolare ugandese e
la creazione al suo posto di una nazione basata sul rigido rispetto dei
precetti biblici, in particolare i dieci comandamenti, anche se nel suo agire
nulla c'è di cristiano.
In quasi 20 anni di sanguinosa
guerra civile ha infatti causato oltre 100.000 morti, rapito e reso schiavi
almeno 25.000 bimbi (serve concubine le femmine, baby-miliziani i maschi) e
costretto - tra orrori senza fine - quasi tutta la popolazione civile, 1,6
milioni di persone, ad abbandonare villaggi e terre per cercare rifugio in
campi profughi dove manca anche l'indispensabile per sopravvivere.