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12月17日 DA QUANTO TEMPO ASPETTAVAMO (AGOGNAVAMO) UN GOVERNO DI SINISTRA, E POI...
Ong: rischio collasso, crediti di 40 milioni di euro dalla Farnesina
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Associazione ONG Italiane
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Il Ministero degli Esteri ha un debito di circa 40 milioni di euro nei confronti delle Ong italiane
che se non sarà sanato presto porterà alla chiusura numerose
associazioni non governative. Una direttiva introdotta un paio di anni
fa ha fatto fermare la già lenta macchina della ragioneria della
Farnesina che deve fare i conteggi e assegnare i rimborsi. E per
ottenere ciò che è loro dovuto dallo Stato, a far data dal 1994 – cioè
circa dodici anni - le Ong devono dimostrare di non aver contenziosi
aperti. Di non avere cioè un potenziale debito nei confronti dello
Stato. “Un'assurdità – commenta Sergio Marelli, presidente
dell'Associazione delle Ong italiane – perché può bastare una ricevuta
di 5 euro contestata ad aprire un pontenziale debito”.
E' il primo messaggio che le Organizzazioni non governative (Ong)
italiane mandano all'opinione pubblica dall'Assemblea straordinaria
riunita a Roma. I 170 organismi che aderiscono al coordinamento
nazionale. Ma non il solo. "Il fatto che più ci fa indignare è la certa
mancanza dei fondi destinati al 'Fondo Globale per la lotta all'Aids,
Tubercolosi e Malaria'. Verrà votata la fiducia al Senato per la
Finanziaria con un maxi emendamento senza quei fondi di 130 milioni per
il Global Found che abbiamo chiesto ripetutamente, così si baratta la
vita di 40 milioni di persone con un "risparmio" vergognoso. Perchè
solo la qualità delle spese militari rimane intatta dentro la
Finanziaria, 1 miliardo di euro che non vengono toccati" - afferma il presidente dell'Associazione delle Ong italiane.
C'è poi il problema della riforma della Legge 49, la normativa in
vigore in materia di cooperazione allo sviluppo che risale al 1987 e
viene ritenuta dalle Ong inadeguata a fronteggiare i grandi cambiamenti
avvenuti in questi anni a livello nazione e internazionale. Si chiede
quindi al governo, come si legge nel documento stilato
dall'associazione: "La definizione di una legge nuova, che non sia la
semplice riformulazione della legge 49, che dia respiro, dignità e
priorità alla Cooperazione allo Sviluppo". "Ma se si continua di questo
passo magari fra due anni avremo una buona legge ma le Ong saranno dimezzate,
perché non riusciranno a coprire i costi delle loro attività" - nota
sempre Marelli. Attività che, come detto, sono ostacolate, denunciano i
cooperanti, dalla burocrazia che rallenta l'assegnazione dei
finanziamenti e quindi la realizzazione dei programmi stilati dalle
ong.
La Viceministra agli Esteri Patrizia Sentinelli ha risposto che
"Per la cooperazione internazionale le sensibilità sono diverse dentro
il governo anche dentro le stesse forze. Hanno molti delle lenti che
guardano al passato. Legati al PIL come unico parametro per giudicare
il benessere. Il fallimento delle politiche di lotta alla fame ci deve
portare a una modifica delle politiche che proponiamo come Governo
quindi non solo la questione della quantità degli aiuti, ma ad esempio
per le politiche commerciali vedi gli EPA (accordi di partenariato
europei) vanno cambiati, devono essere ricontrattati i rapporti
Europa-Africa. A gennaio Emma Bonino si è detta disponibile a discutere
con me delle politiche commerciali e delle questioni aperte con i paesi
in via di sviluppo".
Circa la Finanziaria la Sentinelli ha sottolineato che "due anni
fa nella Finanziaria di allora i residui di spesa andavano in economia,
cioè non si potevano riutilizzare per la cooperazione. Nel 2005 erano
50 milioni per esempio. Ora con una nuova norma nell'attuale
Finanziaria potremo recuperare questi fondi. Per il Fondo Globale visto
il vuoto creato dalla mancanza dei fondi, l'azione presa è stata quella
di presentare una legge per la creazione di un fondo ad hoc per le
pandemie sia alla Camera, e dopodomani al Senato. Il miliardo
presentato per le missioni di pace, non è solo missione militare, ma
dobbiamo chiarire come spendere quei soldi per la cooperazione nei
paesi coinvolti".
E la Vicemistra ha "voluto essere chiara" su alcuni punti: "La
cooperazione è cooperazione di lungo periodo, non può essere solo
emergenza umanitaria e non ci deve essere confusione coi militari.
Inoltre l'aiuto legato deve finire, gli interessi delle imprese
italiane devono essere sganciati da quelli della cooperazione
internazionale dello Stato". Circa la riforma della Legge 49, la
Sentinelli ha sottolineato che "la legge del 1987 è stata una buona
legge, ma è vecchia. Stiamo lavorando per fare presto perché si è
discusso tanto, abbiamo istituito un Tavolo per la riforma per favorire
il dibattito".
"C'è un confronto dentro il Ministero degli Esteri e col Ministro
D'Alema: nella legge le finalità dovranno essere esplicitate attraverso
temi nuovi: diritti umani, diritti delle donne, tutela del lavoro e
dell'ambiente, dei beni comuni, e il ruolo dei privati che possono
partecipare alle risorse ma senza sostituzioni dello Stato. Gli
indirizzi politici dovranno essere mantenuti dal Ministero, ma
l'attuazione di questi sarà opera di un'Agenzia per la Cooperazione,
che abbia autonomia e dia snellimento delle procedure, a cui chiedere
però una grande responsabilità di gestione e verifica. Il disegno di
Legge a giorni sarà concluso, mi impegno a convocare il Tavolo della
Riforma per presentare il lavoro fatto dal Consiglio dei Ministri" - ha
concluso la Sentinelli. [GB] |

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